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FALSI D’AMORE

Repertorio

regia: DAVID ANZALONE

con la partecipazione di

Agnese Barucca
Erika Giacalone
Francesco Mentonelli
Michele Pagliaroni

SINOSSI

Tratto da un canovaccio secentesco di Basilio Locatelli lo spettacolo tratta dell’amore tra Angelica e Lelio che viene messo a repentaglio dalle maldicenze di Orazio, noto libertino, il quale si vanta di passare le sue notti con la bella Angelica. Egli non sa che in realtà è caduto vittima di un tranello di Andrea, sorella di Angelica, costretta dal padre a travestirsi da uomo. In questa carambola romantica si innesta la storia di don Turi, famigerato Capitano siculo, che si batte contro il mondo per preservare l’onore della sua affatto morigerata consorte. Un ritmo forsennato di lazzi, duelli e intrighi per il più grande divertimento di un pubblico di tutte le età.

LA COMPAGNIA

La Cantina Rablé è nata a Senigallia nel 2013 e si impegna nella diffusione della grande tradizione del teatro popolare italiano e della Commedia dell’Arte. Per la produzione di questo spettacolo la compagnia è stata integrata da giovani attori provenienti da prestigiose scuole selezionati tramite una doppia sessione di laboratori tenuti da Carlo Boso a Senigallia ai quali hanno partecipato oltre quaranta candidati provenienti da tutta Italia. La compagnia è composta da David Anzalone (Arlecchino), Francesca Berardi (Jessica), Marco Chiarabini (Brasco), Erika Giacalone (Beatrice Vizzini), Teo Guarini (Onorevole Roma), Andrea Milano (Silvio Roma), Michele Pagliaroni (Lucky Lucania), Cinzia Brugnola (Clarice Bagnasco) e Andrea Pellizzoni (Bagnasco).

NOTE DI REGIA

“Ludovico Zorzi, motivato dall’esigenza di traghettare la Commedia dell’Arte dal mito alla storia, affermò che “la Commedia dell’Arte non esiste”. Troppi stereotipi e preconcetti hanno sempre condizionato la storia dei comici di mestiere italiani che operarono nel Cinquecento e nel Seicento in tutta Europa. Perciò, come afferma Fabrizio Cruciani, l’immagine stereotipata che la CdA si porta dietro l’ha fatta diventare un fenomeno più conosciuto che compreso. Però, se è vero che la CdA non esiste, essa ha sempre avuto il ruolo del Mito per gli Attori, cioè la funzione di una storia archetipica che, alimentata dall’immaginario soggettivo e collettivo, permette di specchiarsi ogni volta che si ricerca qualcosa e/o ci smarrisce. In ogni periodo storico, dall’Antichità fino all’Oggi, da Aristofane a Dario Fo, passando per Plauto, Ruzante, Molière e i De Filippo, la Commedia è stata la palestra dove gli attori comici e i futuri grandi autori si sono allenati e formati.Tema della Commedia dell’Arte è sempre l’Umanità reale con i suoi istinti, le sue contraddizioni, i suoi bisogni di “pane amore e fantasia”, i suoi vizi e la sua vita quotidiana intrisa di fatica e ostacoli per “sbarcare il lunario”, ma fatta anche di slanci di liberazione. Sì, slanci costantemente bastonati dal Potere che, però, arriva sempre dopo il suo essere stato ridicolizzato. Per questo il Potere sarà sempre “contento e beffato” e gli esseri umani continueranno a coltivare la Speranza.” David Anzalone